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VACCINAZIONI: RICHIAMI ASL VANNO A SBATTERE SUL MURO DELLE FAMIGLIE «NO VAX»

A un mese dall’inizio dell’anno scolastico e dello sforzo predisposto dall’Asl Alba-Bra per affrontare i problemi creati dal decreto Lorenzin – che ha vincolato l’iscrizione scolastica all’adempimento dell’obbligo di vaccinazione per i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni – non si può certo dire che i risultati siano positivi o incoraggianti.
Nell’imminenza dell’apertura del nuovo anno scolastico, l’Asl aveva spedito 2.142 lettere di convocazione alle famiglie i cui pargoli non risultavano in regola con gli impegni del calendario vaccinale (su 24mila studenti). A nessuno era stata impedita l’iscrizione o la frequen­za scolastica, ma l’incrocio dei registri scolastici e dei data-base di via Vida ha fatto emergere un consistente numero di situazioni da sanare.
«Cosa che – spiega il responsabile dei Servizi di Prevenzione dell’Asl Attilio Clerico – dopo un mese non è ancora avvenuta. Anzi, volendo parlare in percentuale, meno di un quarto delle lettere spedite ha avuto un seguito. Il che vuol dire che il 75% delle persone invitate presso i nostri servizi di vaccinazione non si è affatto presentata».
Sono circa 1.600 famiglie: come giustificate un risultato così negativo?
«Personalmente ho sempre ritenuto che, piuttosto che obbligarle, sarebbe stato molto più produttivo tentare di meglio informare le famiglie sull’utilità dei vaccini, meglio se con la collaborazione dei pediatri. L’obbligo per legge è vissuto come una vessazione e finisce per fare il gioco del movimento “no vax”. Del resto nei Paesi in cui non c’è obbligo ma ci sono comunicazione e organizzazione, la percentuale dei vaccinati è più elevata che qui in Italia».
Il rifiuto implica però provvedimenti e sanzioni!
«In realtà ci troviamo di fronte a un “muro di gomma”. I “no” alle nostre lettere non sono semplici tentativi di evadere l’obbligo di vaccinazione. Sono piuttosto risposte negative logiche e argomentate. I gruppi “no vax” mettono a disposizione servizi di consulenza che permettono ai genitori di risponderci “no” in modo corretto e legale. Chiedendo un rinvio per motivi plausibili, chiedendo di essere maggiormente informati e quindi di disporre di nuovo materiale scientifico per meglio comprendere i rischi. C’è persino chi ha dichiarato di essere un perseguitato politico annunciando la richiesta di asilo politico allo Stato Vaticano. C’è chi si è affidato a celebri studi legali per battersi sul piano del diritto con argomentazioni di tutto rispetto. Spiace dirlo ma, in pratica, siamo in una guerra di trincea. Abbiamo di fronte avversari agguerriti e preparati. Se non interverranno fatti nuovi o modifiche del testo di legge ci fronteggeremo ancora a lungo e con scarsi risultati».
Avete messo a disposizione anche sedute vaccinali in regime di straordinario in tutti i distretti. Sono state utilizzate?
«Allo stato le richieste sono state pochissime. Questa è una platea di persone concretamente avverse al principio e alla pratica della vaccinazione. Il confronto con le Asl di altre regioni è del tutto analogo. Anzi in Liguria, le risposte sono state meno del 20%».

Beppe Malò

Il Corriere di Alba

 


17 OTTOBRE 2017
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