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LA STORIA DEL BANCO AZZOAGLIO Torna all'IndiceIl Banco AzzoaglioLa Nostra Missione

Testo tratto dal libro: "Gli ultimi banchieri", dove le descrizioni di Michele Calcaterra si alternano alle parole di Francesco Azzoaglio (l'Amministratore Delegato) proprietario della banca assieme al fratello Paolo (il Presidente) per delineare i fatti più salienti che hanno caratterizzato la storia della Banca.
 

Paolo Azzoaglio
Paolo Azzoaglio
"A un certo punto la nostra banca era più conosciuta in California che non in Italia".

L´anneddoto risale al periodo della grande migrazione degli italiani verso gli stati Uniti. I Cebani, si chiamano così gli abitanti di Ceva, sono quasi tutti espatriati verso il Sole della California e allora le rimesse bancarie venivano effettuate sul Banco Azzoaglio. Ceva è un Centro di 5.500 Abitanti, incastonato tra le prime montagne, quelle che separano la provincia di Cuneo in Piemonte da quella di Savona in Liguria. E qui nel 1879, vive e prospera questo banco, ancor oggi in mano alla famiglia omonima giunta ormai alla quarta generazione.

"Se abbiamo resistito per Oltre un secolo è perchè la banca si è sempre ben integrata nel tessuto culturale ed imprenditoriale della zona. Crediamo inoltre nella Nostra utilità, quella sociale in particolare, fatto questo che ci ha permesso di avere un buon rapporto con la gente e con i clienti".

Fondato dal nonno Paolo (commerciante, proprietario terriero ed immobiliare), il banco da ditta individuale è stato trasformato in una società in nome collettivo nel 1959 e in società per azioni nel 1977. Vincenzo Azzoaglio, padre degli attuali proprietari resta in banca fino ai primi anni 60. E fino ai primi anni 60 l´attività dell´istituto rimane limitata ai confini iniziali. La sede, un bel palazzo del 700 in Via Andrea Doria, nel centra di Ceva è quella di sempre.

Grossi scossoni o grandi paure la banca non ne ha mai avute. La prima guerra mondiale passa senza problemi, la seconda ha forse più impatto, tanto che l´attività è ridotta al lumicino e il solo dipendente che si ricordi è una zia. Forse lascia più il segno la grande depressione economica della fine degli anni 20. Parecchie aziende nazionali chiusero i battenti e molte anche in modo drammatico.

"Ne uscimmo bene, credo per il fatto che papà è sempre stato un uomo prudente. Ricordo comunque che girava in famiglia una storiella secondo la quale papà che era avvocato venne più volte fermato per strada da alcuni clienti che volevano ritirare i loro risparmi e dicevano di avere bisogno di liquido per fare alcuni investimenti. Ebbene papa non fiatava e faceva trovare loro i soldi necessari. Così facendo la fiducia verso la banca non è venuta mai meno e noi siamo riusciti a superare il vincolo critico".

Il vero sviluppo del banco si ha solo negli ultimi trenta anni. Con l´ingresso di Paolo prima e Francesco poi. La prima filiale aperta è a Garessio nel 1963. Poi è stata la volta delle altre cinque, con il grande passo della avventura Ligure in provincia di Imperia a Savona.

"L´apertura di queste filiali ha premiato il nostro coraggio. Non è facile, da un piccolo centro come Ceva spingersi in provincie limitrofe. La decisione ci ha comunque dato ragione, tanto che oggi il banco ha notevolmente ampliato il suo raggio di azione e di influenza su zone un tempo ritenute inavvicinabili. Una politica espansionistica fatta di piccoli passi e che presto si arricchirà di uno o due altri sportelli, in aree ritenute strategiche".

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